GUARDARE LE STELLE
GUARDARE LE STELLE
Stelle, musica, e danze - estate 2009
Quest’estate ho suonato tanto, e scritto quattro nuove canzoni, e una nuova fiaba.
Ho suonato chitarra e percussioni, con Marco ed Enrico, bravissimi suonatori di zampogna e ciaramella, al festival di musica alpina del Feufliazhe, nel contesto del magnifico alpeggio di Plaines-Joux les Brasses, sopra Onnion, in Haute-Savoie (France).
Suonare insieme a Marco ed Enrico - abbiamo anche cantato - è stato bello, e ancor più bello era vedere centinaia di persone danzare le danze tradizionali, al ritmo della nostra musica.
Dopo il Feufliazhe, ho passato intere serate a guardare - a volte da solo; altre volte in compagnia dei miei figli e di altre persone care - le stelle...
A guardare le stelle in silenzio ci sente piccoli, ma quanta pace.
Un mio giovane amico mi ha detto recentemente che a lui piace andare nel bosco, di notte, da solo. Gli piace, ma gli fa paura. Io penso che è sano di mente: il bosco, di notte, da soli, fa paura. Io preferisco stare ai margini del bosco, in un prato, e guardare le stelle.
Hai alle spalle il “deserto”, cioè il bosco un po’ scuro; di fronte, vicino, intravedi la “polis”, sì... quelle luci un po’ lontane che ti rivelano la presenza di altri umani; e lontano (eppure così vicino!) hai la prospettiva dell’infinito...
Perché le stelle ti fanno sentire potentemente il desiderio dell’infinito.
La notte dell’11 agosto - ero da solo - ho visto una stella cadente solcare il cielo in orizzontale, con una bellissima scia arancione. Stavo per formulare un desiderio, ma subito mi è venuto spontaneo di “regalare” questa stella (e il suo desiderio) a una persona che mi è molto cara, e così ho fatto.
Fare musica, meglio ancora per far divertire gli altri, e guardare le stelle, magari pensando alle persone care (il tuo amico, il tuo amore), è un po’ la stessa cosa...
Come spiega bene Giada, la protagonista dell’omonimo libro:
Due persone vogliono la stessa cosa. L’una dice: “Lo voglio e ci riuscirò!”, e tutti applaudono, ricordandosi che a scuola la maestra ripeteva loro quel ritornello: “Se tu vuoi, puoi!”. Si commenta: “Costui è un duro e andrà lontano”. E poi, invece, non approda a nulla! Credo sia stato Napoleone a dire che la gente che sa dove va, non arriverà mai troppo lontano. Allora, giustamente, l’altra persona è uno che non sa troppo bene dove vada ma possiede uno slancio irresistibile, conosce la direzione e l’andatura. Costui conosce i segreti dell’abbandono: tutto il resto verrà da solo. E’ come uno sportivo: al momento buono dimentica la sua volontà, e si abbandona al giusto ritmo, perché è il ritmo, non la volontà, che lo farà vincere. (F. Garagnon, Giada e quei benedetti misteri della vita, Paoline, Milano, pagg. 30-31).
Capite, care amiche e amici, il legame tra stelle e musica?
E quello con la danza?
Sì, perché la danza è quella attività umana dove si sperimenta quel “ritmo” particolare che si chiama FIDUCIA...
Ma questa è un’altra storia, e ve la racconto un’altra volta...
Buon cammino a tutte/i!
P.S. = Una delle quattro canzoni nuove, la preferita di tutte/i, si intitola: STELLA...
Le stelle sono i fiori del cielo...
I fiori sono le stelle della terra...